Sarò un nostalgico, ma mi mancano quei pezzi viscerali che ti facevano venire la pelle d'oca, tipo quelli dell'epoca degli Scugnizzi. Adesso sembra che tutto debba essere ballabile, con ritmi bachata o latini per finire nelle playlist estive. Ma non credete che così si perda quel "pathos" che rendeva unica la melodia napoletana? È davvero questo il futuro che vogliamo o stiamo solo scimmiottando il mercato straniero sacrificando la nostra tradizione teatrale?